Tag Archives: Arabica

Le proprietà benefiche del caffè greco

 

Il caffè nella tradizione greca

Da un po’ di tempo a questa parte quasi ogni giorno si parla della Grecia, mettendo in risalto le difficoltà di un Paese. Anche noi oggi vogliamo parlare della Grecia, ma per un altro motivo, da una prospettiva che ci dà l’immagine di un Paese diverso: il suo caffè, con le peculiarità di gusto e salutari che ha.

Il caffè è una delle bevande più diffuse e consumate al mondo, le sue proprietà sono ormai note e sicure, soprattutto grazie alla presenza di antiossidanti protettivi e di polifenoli in esso contenuti.

Le origini del caffè sono molto lontane nel tempo e affondano le redici nella storia. Sono documentate presenze intorno al 1100 a.C., periodo storico in cui nella penisola araba vennero coltivate le prime piantagioni.

Furono i greci che nel 1475 avviarono quello che oggi potremmo considerare un bar e che si occupava solamente della torrefazione del caffè. La città di Costantinopoli divenne uno dei più importanti centri dove erano presenti le cosiddette Case del Caffè, da lì successivamente raggiunse l’Europa con una diffusione ampia e che oggi ben conosciamo.

 

Come si presenta il caffè greco

Il caffè greco, anche grazie al suo metodo di bollitura, sarebbe addirittura più salutare rispetto ad un ordinario caffè espresso. Il metodo di bollitura è maggiormente diffuso nel medio oriente e dà la possibilità di sfruttare le sostanze nutritive rispetto al metodo di filtraggio. A questo punto è legittimo capire qual è il metodo usato.

Si tratta di una procedura semplice e dal risultato garantito, non richiede nessuna “preparazione” personale particolare. Per prima cosa bisogna predisporre l’acqua all’interno del briki, il tradizionale pentolino in cui viene preparato. Il caffè greco va messo con la fiamma a basso regime, nel frattempo va mescolato sino a farlo diluire totalmente. Non appena il è in bollitura, raggiungerà il bordo del briki, a questo punto bisogna portarlo al raffreddamento naturale e lasciarlo depositare per circa un minuto, le polveri in ebollizione inizieranno ascendere nella parte bassa e si depositeranno.

 

Il briki, il contenitore dove viene preparato il caffè

Il caffè è preparato con chicchi di tipo arabica, i quali vengono macinati sino a formare un macinato finissimo, in questo modo si dà la possibilità di un’ulteriore concentrazione di antiossidanti, una quantità superiore alla media. L’integrazione fra bollitura e macinazione, dà al caffè greco qualcosa in più in termini di benessere.  Il kaimaki è la schiuma che si crea grazie al processo di bollitura del caffè, conferisce molta più cremosità

 

 

 

Funghi e caffè, una relazione tutta green

 

Funghi al caffè

Qual è la relazione che intercorre fra il caffè e i funghi? Molti, probabilmente, risponderanno che non c’è nessun collegamento, in quanto si tratta di due elementi molto distanti fra loro. In realtà un collegamento, seppur non associato alle ricette, c’è.

Per vedere bene in cosa consiste questo rapporto, dobbiamo fare un salto in Gran Bretagna, per la precisione a Brighton, sulla costa meridionale dell’isola. Al caffè Small Batch avviene qualcosa che non è semplicemente riuso dei fondi dei caffè, ma è quasi un rituale ed è stato creato un nuovo business.

Per produrre una tazzina di caffè, si consuma soltanto l’1% del macinato utilizzato, tutto il resto, nel momento in cui non viene reimpiegato, va direttamente nelle discariche. Si tratta di un vero e proprio spreco, visto il contributo che i fondi caffè possono dare subito dopo il loro uso principale, che è per l’appunto il nostro amato espresso. E’ questo il ragionamento che hanno fatto per promuovere questa attività. I fondi caffè, infatti, contengono ancora nitrogeno, cellulosa lignina, zucchero ed altri elementi nutrienti che possono dare il loro contributo.

L’attività consiste nel ritirare due volte a settimana i fondi di caffè che giornalmente si accumulano e utilizzarli come composti per fare crescere i funghi all’interno della fattoria.

Anche le modalità di recupero dei fondi avviene in maniera “green”. Con una bicicletta munita di un piccolo rimorchi, infatti, Jon Coombs, che lavora per la Espresso Mushroom Company, provvede al loro ritiro presso il caffè Small Batch, che li conserva appositamente. La quantità raccolta è veramente notevole, si tratta ci circa 200 kg a settimana, dato che ci fa riflettere anche sul consumo di caffè giornaliero.

I fondi caffè verranno integrati con spore e radici di funghi, inserite in alcuni contenitori numerati e datati in riferimento alla semina. Successivamente vengono messi al buio e dopo due settimane di cure a base di acqua per un paio di volte al giorno, i funghetti divengono pronti per il loro naturale uso alimentare. In ogni vasetto  possono essere inseriti fino a 200 grami di funghi, in alcuni casi anche di più.

 

Small Batch Coffee

Naturalmente il gusto dei funghi non è mutato in relazione al fatto che una buona componente in cui nascono e crescono e a base di caffè, la loro struttura  alimentare e sapore rimane uguale.

Questo procedimento per coltivare funghi con i fondi dei caffè, ha dei vantaggi indubbi: l’uso, o meglio il riuso, dei fondi che altrimenti andrebbero in discarica e il fatto che come rifiuto immetterebbe nell’aria gas nocivo per la natura

 

Le varietà del caffè nel mondo

 

Le varietà del caffè

Quando si parla di caffè, si deve tenere conto che le tipologie sono molteplici e che i gusti cambiano radicalmente in base ad esse. Non tutto il “caffè” è uguale, ma questo è un dato risaputo. Quello che bisogna capire, invece, è da dove derivano queste differenze e magari riconoscerla. Per fare questa operazione bisogna conoscere, seppur sommariamente, le tipologie di piante che producono il caffè.

La classificazione che è stata creata dal botanico svedese Carlo Linneo, colloca il caffè all’interno della famiglia delle rubiacee, che raggruppa oltre quattromila varietà di piante, di cui sessanta appartenenti al genere coffea. Volendo restringere ulteriormente il campo, di queste sessanta, solamente venticinque sono quelle commercialmente più conosciute, ma solamente quattro di esse sono quelle assolutamente presenti nei nostri bar e nelle nostre case. Queste quattro tipologie sono: il Coffea Arabica, la Coffea Robusta, la Coffea Liberica e la Coffea Excelsa.

Dei primi quattro abbiamo già avuto modo di occuparcene precedentemente, vorremmo vedere, invece, quali sono le tipologie di caffè più particolari e meno presenti.

Una piantagione di Coffea Mauritiana

 

Partiamo con il Coffea Dewevrei, è una tipologia orinaria dalle foreste del Congo Belga. Il Coffea Mauritiana, interessante perché da essa si può preparare un caffè particolarmente amaro e inebriante.

Il Coffea Stenophylla originario dalle piantagioni della Sierra Leone, Guinea e della Costa d’Avorio, la sua caratteristica è la resistenza alla scarsità di acqua. Ha un profumo molto particolare, simile al the. Il gusto del caffè che nasce da questa pianta non trova d’accordo i suoi assaggiatori, i quali si dividono in critici ed estimatori;

 

Coffea Racemosa

Il Coffea Racemosa è una pianta con delle foglie caduche durante la stagione calda, per riprende la sua attività di fogliazione durante le piogge. Il caffè che nasce da esso è povero di caffeina, ma con  un profumo molto intenso e inconfondibile.

Il Coffea Dybowskii appartiene al gruppo dell’Eucoffea, originaria dell’Africa intertropicale. E’ un caffè molto originale e per palati molto raffinati dal punto di vista della percezione dei dettagli. Il Coffea Abeokuto e viene coltivato nella Costa d’Avorio, i grani che produce questa pianta ricordano molto la Coffea Arabica.

 

Coffea Congencis

Il Coffea Congensis è originario dalle rive del Congo, si tratta di una pianta che produce un caffè di ottima qualità, anche se purtroppo è una pianta poco produttiva; anche il Coffea Neo-Arnoldiana è originario del Congo, ha un rendimento elevato.

Esistono molte altre tipologie di Coffea, ma non hanno la convenienza commerciale nella produzione, per tale ragione non

 

Death Wish Coffee: il caffè con il 200% in più di caffeina

 

Il caffè più forte al mondo

Il caffè da sempre è uno degli elementi irrinunciabili della vita di ogni giorno per ognuno di noi, soprattutto quando dobbiamo affrontare lunghe giornate di intenso lavoro e studio, cerchiamo di dare il massimo per raggiungere obiettivi importanti e abbiamo necessità di un valido supporto per la nostra mente e il nostro corpo. In realtà il caffè non è utilizzato solo come fonte energetica per la nostra mente, ma anche come modo per stare amabilmente in compagnia e consumare una buona tazzina di caffè. Non è un caso, ad esempio, se gli italiani amano prendere il caffè in compagnia e magari discutere sia di cose importanti sia no.

 

Livelli di caffeina negli altri caffè

Oggi, però, vogliamo affrontare il tema del caffè dal primo punto di vista: quello che coadiuva le nostre attività e ci fa dare il massimo. Del caffè come fonte primaria dell’energia da impiega per aiutarci nelle nostre attività quotidiane.

 

Le istruzioni per l'uso

Per potere affrontare questo argomento, ci sembra interessante fare riferimento ad un prodotto della BuzzFeed: “Death Wish Coffee. Un nome che ispira una certa inquietudine e che riguarda un particolare tipo di caffè. Si tratta di una miscela molto forte di caffeina che promette grande energia. E’ il caffè più forte mai prodotto nel mondo, con il suo potenziamento del 200%  in più di caffeina rispetto a un normale caffè espresso. “Abbiamo trovato un chicco di caffè spiegano sul proprio sito ufficiale della BuzzFeed – con quasi il 200% in più di quantità di caffeina e si può macinare per avere una potenza estrema.” Un aumento di caffeina che è notevole e che va utilizzata con cura e attenzione.

 

Il caffè più forte di sempre con il suo 200%di caffeina

Per garantire ottimali livelli di umidità e densità, sono stati il processo di tostatura è particolarmente curato. La miscela utilizzata è in gran parte arabica, con un sapore molto intenso, con chicchi particolarmente scuri. Sul sito ufficiale tengono a precisare che “Death Wish Coffee” non è il tipico caffè del mattino, ma è qualcosa di diverso che ha fatto fare un passo avanti al mondo del caffè.

Concludiamo con le parole usate proprio da BuzzFeed nel proprio sito ufficiale: “… siamo andati in missione per trovare un caffè che non fosse solo scuro, ricca, audace e saporito, ma che avesse anche un alto contenuto di caffeina. Tutto questo, però, non rinunciando ad una coltivazione con metodi biologici, al commercio equo e solidale …”

 

 

Arabica , un caffè destinato all’estinzione

 

Ore contate per l'Arabica?

La nostra vita scivola lentamente verso il futuro scandita da piccoli gesti quotidiani, come vestirsi o prendere un caffè. Il momento del caffè è qualcosa che impariamo ad apprezzare fin da bambini, osservando curiosi i gesti dei nostri genitori, e aspettando pazientemente il giorno in cui poter finalmente partecipare a quel rito.

Questo piccolo universo di certezze potrebbe tuttavia scomparire presto e forse i bambini di oggi saranno costretti a vivere in un futuro senza il piacere di un buon caffè: la notizia “drammatica” non arriva da un calendario Maya a tema ma dai ricercatori della “Key Gardens. Entro pochi anni il caffè, in particolare la qualità Arabica, potrebbe essersi estinto a causa dell’eccessivo surriscaldamento globale: nei prossimi 70 anni infatti oltre il 99% delle aree atte alla coltivazione dell’Arabica potrebbero risultare non più idonee.

 

Una delle qualità di caffè più pregiate in via di estinzione?

Le varie aziende produttrici di caffè dovranno trovare presto una valida soluzione a tale disastro annunciato, molte sono state le strategie vagliate ma le speranze sembrerebbero davvero ridotte al minimo. I cambiamenti climatici del pianeta costringeranno dunque i produttori a trasferire le piantagioni in sempre nuovi siti, facendo migrare definitivamente le colture dalle zone d’origine, le montagne dell’Etiopia e del Sudan.

 

La prestigiosa qualità Arabica

Per meglio comprendere la portata di tale notizia, precisiamo che l’Arabica è la qualità di caffè maggiormente diffusa nel mondo, interessa circa il 70% del mercato globale, ed è, per intenderci, la qualità che si utilizza per ottenere l’espresso in ogni bar. La data di estinzione di questa meravigliosa pianta è prevista per il 2080, tuttavia potrebbero esserci delle variazioni cronologiche collegate all’accelerazione o al rallentamento del processo di surriscaldamento globale.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Public Library of Science, molti sono gli scenari che potrebbero venirsi a creare in un futuro neanche troppo remoto; nella migliore delle ipotesi si potrebbe considerare una riduzione del 65% della superficie destinata alle piantagioni di Arabica entro il 2080, nella peggiore andremmo incontro ad una perdita del 100% delle zone di coltura con una inevitabile e irreversibile scomparsa del caffè che tanto amiamo in Italia. Cavalcando l’ipotesi più pessimista scopriamo anche che in alcune zone del Platau Borna in Sudan la fine delle piantagioni potrebbe avvenire tra appena otto anni, intorno alla fine del 2020.

 

I cambiamenti climatici alla base del problema

Per quanto la situazione possa apparire drammatica, e probabilmente molti di voi staranno già pianificando un’azione di rifornimento a lunga durata, i ricercatori precisano che le loro stime si basano su un complessivo senso di ottimismo, in quanto non tengono conto di fenomeni quali la deforestazione e l’abbattimento dl numero di uccelli ai quali da sempre viene affidato il compito di distribuire i semi di caffè. Risolvere tale problema è, purtroppo, un’impresa davvero complessa che trascende le possibilità anche della più ricca azienda produttrice di caffè; dovremmo iniziare a rivedere tutti il nostro stile di vita, riconsiderare le cattive abitudini figlie di uno sfrenato consumismo e condurre il pianeta verso un futuro migliore, caffè a parte.

Molti crederanno che il 2080 è ancora troppo lontano. Forse è vero, tuttavia è davvero incredibile pensare al futuro dei bambini di oggi senza quel dolce compagno di ogni giorno che chiamiamo caffè.

 

 

Una tazzina tutta da coltivare

 

Un piacere quotidiano da coltivare

La vita di ogni essere umano è piena di piccoli gesti quotidiani e di scelte compiute quasi inconsapevolmente, tra di questi il rito del caffè merita un posto di primo piano. Ognuno di noi dedica qualche minuto della propria giornata al piacere di un buon espresso, quello che in pochi fanno tuttavia è riflettere sul processo che ha reso possibile la presenza di quella bevanda nera all’interno della tazzina.

Ovviamente tutti noi sappiamo che l’infuso si estrae dal percolamento di acqua bollente sulla polvere di chicchi tostati, sappiamo anche che tali chicchi si ottengono dalla torrefazione di frutti estratti dalla pianta del caffè tuttavia, da questo momento, le varie fasi della produzione sembrano vestirsi di mistero e di sacralità.

 

Una comune pianta da caffè

Iniziamo con il precisare che la coltivazione e la successiva lavorazione del caffè sono dei procedimenti che necessitano di molto tempo e di interventi costanti dell’uomo, premesso ciò, possiamo lanciarci nel fantastico mondo del caffè non ancora “espresso”. Le piantine di caffè, prima di essere messe a dimora, devono essere collocate all’interno di uno spazio controllato, un vivaio, attraverso un processo di pregerminazione e successiva germinazione.

La pregerminazione avviene attraverso l’inserimento dei semi di caffè tra due sacchi di juta bagnati e solo una volta germogliati, gli stessi semi, potranno essere trasferiti in dei piccoli contenitori da collocare all’interno del vivaio. Il vivaio deve avere condizioni assolutamente controllate e fornire alle piccole piante non ancora sviluppate le giuste quantità di esposizione diretta al sole e, soprattutto in questa fase, di ombra. Le condizioni ideali per la coltivazione della pianta di Coffea Arabica sono costituite da una temperatura mai sopra i 20°, un tasso di umidità poco variabile e la possibilità di una costante ma mai eccessiva irrigazione.

 

Bacche di caffè

Superata questa fase iniziale, la più delicata di tutto il processo, la pianta di caffè viene esposta per due mesi alla luce diretta del sole, tempo necessario per giungere alla lignificazione del fusto, quindi il nostro piccolo grande dispensatore di frutti aromatici può definitivamente essere installato nel luogo di coltura. Ma che aspetto ha la pianta di caffè in questa fase? La pianta si presenta con grandi foglie di color verde brillante, ancora nessuna traccia dei caratteristici frutti rossi, e con delle radici che si sviluppano in verticale penetrando per diversi metri nel sottosuolo.

Per i primi quattro mesi la pianta non darà nessun tipo di frutto, solo dopo tale periodo inizierà ad arricchirsi di piccole bacche tondeggianti le quali, una volta maturate a dovere, assumeranno il caratteristico colore rosso acceso. Ovviamente esistono diverse specie di pianta del caffè, le principali sono l’Arabica, la Robusta, la Liberica e l’Excelsa, ed ognuna di esse ha caratteristiche di maturazione e coltivazione assolutamente specifiche. Cercando tuttavia di individuare un tempo di maturazione comune a tutte le piante, potremmo ragionevolmente collocarlo tra i sei e i dodici mesi.

 

Dettaglio della drupa di caffè

Queste bacche, una volta maturate, prenderanno il nome di drupe e saranno pronte per essere raccolte manualmente o attraverso l’utilizzo di macchinari. Attenzione, questa fase della lavorazione è l’unico momento in cui vengono abbandonati tutti i parametri relativi alla calma e alla pazienza in quanto, una tardiva raccolta della drupa potrebbe causare una fermentazione nella pianta stessa e compromettere irreparabilmente la qualità del raccolto. A questo punto inizia una nuova fase, la drupa viene aperta e da essa prelevato il chicco di caffè destinato alla torrefazione, tutto diventa meno oscuro e la lavorazione assume la forma e l’aroma di un piccolo piacere quotidiano che non necessita di approfondimenti successivi.

Per oggi ci fermiamo qui…

 

Dove viene coltivato il caffè? (parte quarta)

 

r: = colture di Robusta; m: colture di Robusta e Arabica ; a = colture di Arabica.

Siamo giunti all’ultima tappa di questo speciale tour dedicato alla scoperta dei maggiori luoghi in cui sorgono le più importanti coltivazioni di caffè del mondo. Questo viaggio ci ha portato a scoprire, a conoscere ed assaporare culture diverse, modi e tecniche differenti di lavorazione e coltivazione delle piantagioni di caffè, curiosità ed aneddoti legati ad ogni paese.

Java:  e’ diventato il produttore di caffe’ leader nel mondo, finche’ nel 1870 i parassiti ne hanno distrutto l’intera industria. I terreni sono poi stati nuovamente coltivati, utilizzando piante resistenti alle malattie ma meno qualitativamente valide. I terreni di Java vengono bagnati per dare al prodotto piu’ acidita’ un aspetto piu’ lucente ed un raccolto piu’ veloce. Alcuni caffe’ vengono stoccati in magazzino per due o tre anni e vengono venduti come Vecchio Java. Questo processo, fa perdere acidita’ al caffe’ e gli dona un corpo piu’ deciso ed un gusto piu’ dolce.

Madagascar: il caffe’ rientra tra i prodotti esportati, le specie coltivate sono la Robusta, l’Arabica e la Excelse.

Excelsa del Madagascar

Martinica: storicamente importante per la presenza della Coffea, la piu’ importante delle piantagioni americane. Purtroppo pero’ Cuba e Puerto Rico ne hanno soffocato il mercato togliendo la possibilita’ alla Martinica di esportare tale prodotto.

Messico:  di gusto fragrante ma leggero, prodotto interamente col metodo bagnato. La varieta’ piu’ apprezzata e’ l’Altura Coatepec, dal corpo leggero, dal gusto dolce, con un sapore di cioccolato e dal retrogusto acido. Eccellente anche il Caffe’ Pluma.

 

Caffè Pluma Messico

Nicaragua:  vi crescono i chicchi piu’ grandi del mondo di Maragogype. I caffe’ coltivati risultano pregevoli ed apprezzabili per il loro profumo.

Papua Nuova Guinea: viene coltivata la qualità Arabica naturale e lavato. Con questa produzione fa concorrenza alle vicine isole di Giava e Timor.

Peru’: buon produttore di Arabica naturale e lavato. La qualita’ migliore proviene dalla catena delle Ande. Entrato di recente nel mercato delle esportazioni e’ in continua crescita.

Repubblica Centrafricana: le piantagioni sono di Arabica naturale. Viene esportato soprattutto in Francia, paese che lo sostiene economicamente per i forti problemi dovuti alla siccita’.

Repubblica Dominicana: la qualita’ piu’ diffusa e’ il Santo Domingo dal gusto pieno e forte. Di tostatura piu’ scura e poco piu’ acida e’ la varieta’ Barahona, altre varieta’ sono: il Cibao, il Bani e l’Ocoa.Tutte queste varieta’ sono prodotte col metodo bagnato.

 

Caffè Cibao

Repubblica Democratica del Congo: le specie coltivate sono l’ Arabica e la Robusta. Buone le potenzialita’ sia per gli Arabica (tendenzialmente acidi) che per i Robusta, ma il tutto e’ compromesso dalla scarsa selezione e diligenza nella produzione.

Panama, Ruanda, Sierra Leone, Sudan: purtroppo per i paesi sopra elencati, eventi naturali e problemi politici hanno fatto si che le coltivazioni presenti, soddisfino solo il fabbisogno interno.

Sumatra: due dei migliori e piu’ conosciuti caffe’ del mondo provengono da Sumatra: il Mandheling e l’Ankola. Entrambi lavorati a secco. Il pregio dei caffe’ provenienti da Sumatra e’ che la raccolta e’ esclusivamente manuale. Il sapore e’ talmente forte e persistente che e’ consigliabile mescolarlo con il latte.

Chicchi di Mandheling

 

Tanzania: la maggior parte dei caffe’ tanzaniani crescono sulle pendici del Kilimanjiaro e vengono denominati appunto Kilimanjiaro, Moshi o Arusha. Altri caffe’ che crescono al sud vengono chiamati Mbeya. Hanno un sapore vinoso e dolce. Si coltiva anche la specie Robusta. Dai chicchi di rado rotondi, si ottiene un caffe’ nero e puro da non miscelare ne da correggere.

Timor: come detto per Papua, Timor e’ un paese concorrente. Nonostante la scarsa produzione di Arabica, si produce un caffe’ eccellente e di qualita’ corposa.

Uganda : qui un abitante su quattro coltiva caffe’. Degna di nota la Robusta, denominata Bugishu dall’aroma pieno e dal gusto speziato.

Venezuela: clima e proprieta’ del territorio fanno si che il caffe’ sia presente in Venezuela, dal 1784. I caffe’ locali denominati “Maracaibo” sono suddivisi nelle varieta’: Meridas, Caracas, Caracas Blue, Tachiras, Cucuta. Da ognuna di queste qualita’ si ricava un caffe’ dolce e delicato, dal gusto leggero che tra i piu’ apprezzati al mondo.

Vietnam: attorno alla meta’ del 1860 i missionari francesi introdussero per primi il caffe’ in Vietnam. La produzione rimase trascurabile fino al 1980. Dal 1990, la produzione crebbe a un ritmo furioso, tanto da diventare il primo esportatore di caffe’ del mondo per la produzione del caffe’ Robusta.

Yemen: il caffe’ che oggi comunemente chiamiamo Mocha e’ cresciuto nello Yemen; il nome deriva dal porto da dove il prodotto veniva anticamente spedito. Tipico e’ il sapore di cioccolato che rimane dell’Arabian Mocha uno dei piu’ antichi, tradizionali e buoni caffe’ del mondo. I due nomi con i quali questo caffe’ e’  conosciuto sul mercato sono Mattari e Sanani. Il Mattari ha un corpo pieno ed un gusto cioccolatoso, il Sanani presenta un’acidita’ marcata e gustosa.

 

 

 

 

 

Dove viene coltivato il caffè? (parte terza)

 

r: = colture di Robusta; m: colture di Robusta e Arabica ; a = colture di Arabica.

La coltivazione del caffè nel mondo è estremamente variegata, in uno stesso paese infatti, possono coesistere diversi modi di coltivazione secondo i terreni, i luoghi ed i proprietari. Oltre alla divisione tra grandi e piccoli proprietari, che comporta un diverso approccio economico alla coltivazione, un secondo discrimine è dato dalla coltivazione in piantagioni ad ombra o in pieno sole, in collina o in boschi di montagna, in zone pianeggianti o terrazzate.

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più significativi in cui la coltivazione del caffè è un fattore economico e sociale rilevante:

Giamaica: considerato il caffe’ piu’ pregiato dei Carabi. Viene coltivato nelle zone montuose, eccelle nelle varieta’ Blue Mountain, High Mountain, Jamaica Mountain Choice e Prima Washed.

Blue Mountain Coffee- Giamaica

Giava: coltivato nelle qualità Robusta e Liberica, ottime per le miscele. Il caffe’ importato dagli olandesi, nella meta’ del 1600, ha pero’ purtroppo subito nel prima della seconda guerra mondiale, infestazioni e malattie.

Guatemala:  da annoverare tra i paesi che soddisfano il fabbisogno mondiale, con le qualita’ Arabica lavato e Robusta. Dalla qualità Arabica si distinguono: Bourbon, Tipica, Maragogype, Coban, Antigua, Amatitlan. Particolari, prodotti con il metodo bagnato, hanno un’alta acidita’ un profumo speziato ed un aroma cioccolatoso e sono caffe’ destinati all’esportazione.

 

Coban caffè - Guatemala

Guinea: negli utlimi anni sta iniziando a potenziare le tecniche e le estensioni delle coltivazioni. Il caffe’ non e’ comunque tra le fonti principali del Paese.

Haiti: produce la qualità Arabica lavato e naturale. Spicca  la Port Au Prince che offre un aroma quasi piccante.

Hawaii:  proviene il caffe’ della varieta’ Kona, anche se coltivato in buche scavate nelle rocce vulcaniche, ambiente perfetto per la specie Arabica. Si distingue per il gusto corposo e dolce.

Honduras: il caffè viene prodotto con il metodo bagnato ed usato per correggere altre qualita’. Dall’Honduras provengono Arabica naturale e Maragogype. Il caffe’ risulta leggero e poco acidulo.

India: uno tra i maggiori paesi che soddisfano il fabbisogno mondiale. Il caffe’ dal gusto delicato e piacevole e’ coltivato in svariate qualita’: Robusta, Monsonato, Arabica Cherry, Arabica Monsonato. Due sono le varieta’ che risaltano: la Mysore e il Malabar dal gusto pieno e delicato.

 

Coltivazioni di caffè in India

 

Indonesia: troviamo qui piantagioni di Arabica e Robusta. La varieta’ migliore Mandheling.

Kenia: le piantagioni sono di Arabica naturale e lavato, leggero, di ottima qualita’ dal sapore eccellente e di ottima qualita’. Notevoli sono le varieta’ Chragga e Kenya AA considerate piu’ rare del Blue Mountain Jamaicano. Il top lo raggiunge l’Estate Kenya assai costoso, ma considerato uno dei migliori caffe’ del mondo.

 

Estate Kenya Caffè

Appuntamento al prossimo post dove termineremo questo suggestivo viaggio alla scoperta delle più importanti coltivazioni di caffè nel Mondo.

 

Dove viene coltivato il caffè? (parte seconda)

 

r: = colture di Robusta; m: colture di Robusta e Arabica ; a = colture di Arabica.

 

Continua il nostro viaggio alla scoperta  dei paesi e delle zone del pianeta in cui viene coltivato il caffè nelle sue diverse varietà e specialità. Dopo i primi dieci Paesi descritti nell’ultimo post scopriamo altre zone in cui la coltivazione del caffè è la maggiore fonte di economia.

Congo: ne viene coltivata solo un unica qualita’, la Robusta naturale lavato nelle varieta’ Canephora e Kwilu. Il Caffe’ ed il  legname costituiscono per il Congo un’importante risorsa economica. E’ comunque un prodotto da esportazione.

Costa D’Avorio: è da sempre fra i maggiori produttori di caffe’ raggiungendo quantitativi tali da soddisfare gran parte del fabbisogno mondiale, grazie alla qualita’ Robusta naturale e lavato. Una parte di questa qualita’ viene impiegata per la produzione di caffe’ solubile. Oltre alla Robusta cresce l’Arabusta, incrocio tra Arabica e Robusta creato alcuni anni fa, destinata al mercato francese.

Costa Rica: anche lei tra i maggiori produttori di caffe’. Viene coltivata solo la qualità Arabica in virtu’ di una legge che proibisce la coltivazione di Robusta. I caffe’ piu’ conosciuti sono il San Marcos di Tarrazu, il Tres Rios, l’Heredia, lAlajuela. Questi caffe’ vengono coltivati con il metodo bagnato, hanno un corpo pieno e dolce ed una spiccata acidita’.

Tres Rios

Cuba: produce, sebbene in scarsa quantita’ caffe’ della qualità Arabica naturale e lavato.

Ecuador: presenti nel paese le qualita’ Arabica lavato e Robusta. Ultimamente in questo paese, vi e’ stata una consistente diminuzione della produzione del caffe’ che cresce sui rilievi a circa 2400 metri. Per poter meglio lavorare il caffe’ si usa accostare la coltivazione con quella dei banani e del cacao.

El Salvador: si produce caffè della qualità Arabica naturale lavato e Maragogype. I tre quarti della produzione sono destinati al mercato estero. Come per l’ Ecuador, viene prodotto in altitudine ottenendo un caffe’ dal gusto leggero, dolce e dall’acidita’ moderata. Le piantagioni che sono coltivate ad altezze inferiori rendono un caffe’ meno corposo denominato Central Standard. Sono comunque trattati con il metodo bagnato.

 

Maragogype green

Ethiopia: Paese dalla cui regione, la Caffa, proviene la Coffea Arabica. Clima e territorio fanno si che le piante di caffe’ crescano spontaneamente, richiedendo la mano dell’uomo, solo per l’essiccazione. Dall’Europa Orientale provengono l’Harrar dal succo color rosso cupo, con sapore corposo, gusto dolce ed alta acidita’ suddiviso nelle qualita’ Longberry Harrar (bacche grandi), Shortberry Harrar (bacche piccole), Mocha Harrar (peaberry o bacche piccole) e il Ghimbi che rispetto all’ Harrar e’ piu’ ricco, un corpo piu’ deciso ed un buon retrogusto.

Longberry Harrar (bacche grandi)

 

Filippine: anche la produzione di caffe’ delle Filippine contribuisce al fabbisogno mondiale. Grazie alla favorevole posizione geografica riescono a soddisfare in parte il mercato americano e giapponese.

Gabon: trovandosi in piena fascia equatoriale e con temperature elevate, il paese produce quantitativi poco rilevanti di caffe’ della specie Robusta.

Ghana: il poco caffe’ coltivato e’ della qualita’ Robusta. Il prodotto principale nel paese e’ il cacao.

Siamo solo a metà del nostro viaggio, prossimamente vi sveleremo gli altri Paesi in cui le coltivazioni di caffè sono una vera e propria cultura oltre che un aspetto economico rilevante per il fabbisogno mondiale.

 

Dove viene coltivato il caffè?

 

r: = colture di Robusta; m: colture di Robusta e Arabica ; a = colture di Arabica.

 

Inizia il nostro viaggio alla scoperta dei paesi e delle zone del pianeta in cui viene coltivato il caffè nelle sue diverse varietà e specialità. Partiamo alla scoperta dei primi dieci.

Secondo le statistiche (dati più precisi e aggiornati sono disponibili sul sito della ICO, International Coffee Organization,  www.ico.org) i maggiori produttori mondiali sono, nell’ordine: Brasile, Vietnam, Colombia e l’Indonesia. Seguono, con ordine variabile secondo le annate, Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia, India.Sicuramente la fascia tropicale è l’area più interessata alla coltivazione del caffè, ma occorre analizzare la singola produzione di ogni nazione:

Angola: fino a pochi anni fa con il suo clima tropicale a due stagioni è tra i primi 5 maggiori produttori mondiali di Robusta. Nel corso degli anni però la produzione si è notevolmente ridotta. L’Angola produce anche Arabica, anche se in quantità seppur limitata ma molto adatta per le miscele.

Benin: la Repubblica africana grazie alla doppia stagione delle piogge caratteristica della zona meridionale è molto indicata per l’agricoltura. Tra le varietà di caffè si evidenzia la specie Robusta.

 

Qualità Robusta

Bolivia: viene particolarmente prodotto qui il caffè naturale che si presenta in modo molto irregolare e pieno di grande fermentate. Altra qualità riguarda il caffè lavato preparato con molta cura.

Brasile: in assoluto il primo produttore ed esportatore di caffè Arabica non lavato, oltre che della qualità Cohillon (Robusta brasiliano). L’Arabica, coltivata negli altopiani, soddisfa gran parte della richiesta mondiale. Tra le qualità più richieste e ricercate spicca il Bourbon Santos coltivato in territori aspri e montuosi, il Paranà ed il Rio. Le coltivazioni sono poste a 200mt. di altezza e a 1000 s.l.m.

 

Il Brasile: una terra che ha fatto della coltivazione del caffè una delle principali risorse economiche.

Burundi: le coltivazioni e le piantagioni sono una delle risorse più strategiche per questo nazione considerata come una delle più povere del Mondo. L’Arabica, esportata  principalmente negli Stati Uniti, è la specie prodotta ed è molto buona, corposa e asciutta. Presente anche la qualità Robusta.

Camerun: è la capitale Yaoundè ad offrire l’equilibrio climatico migliore necessario al caffè coltivato nella specie Robusta naturale e Arabica lavata. L’Arabica spicca per l’eccellente aroma, quasi speziato. Altitudine coltivazioni : arabica:mt.1000-1800; robusta:mt.800-1000 s.l.m.

Cina: dotata di poca qualità ma molto apprezzata e richiesta dagli americani. Le coltivazioni si trovano nella montuosa regione dello Yunnan che dà proprio il nome alla varietà Yunnan che assicura un caffè ricco, corposo e poco acido.

 

Piantagioni di caffè Yunnan in Cina

Colombia: è seconda solo al Brasile per volume e quantità di caffè coltivato ma prima nella graduatoria a livello qualitativo producendo un Arabica lavato, frutto di minuziose cure, basti pensare che le macchine introdotte nel Paese vengono sottoposte a trattamento antibatterico per evitare danni alle coltivazioni. Le piantagioni danno vita a talmente tante varieta’ di caffe’ che il Governo ha deciso di riunirle tutte sotto la sigla M.A.M. che deriva dai centri di coltivazione: Medellin, Armenia, Manizales. La qualita’ Medellin, e’ la migliore per corposita’ ed acidita’. L’ Armenia e’ un po’ piu’ leggera ma comunque eccellente per aroma. Un cenno particolare merita il Vintage Colombian che si conserva per otto anni in magazzino prima della tostatura. Altitudine coltivazioni:mt.800 – 1900 s.l.m.

Nel prossimo post vi sveleremo le atre coltivazioni sparse per il pianeta.