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Il caffè: un amore che fa bene al cuore

 

Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito. "Giuseppe Verdi"

Si sa, una mela al giorno toglie il medico di torno! Chissà quante volte è capitato anche a voi di sentire questa frase. Bastava una mela, una semplicissima ed anonima mela per tenere a distanza di sicurezza quell’uomo dal camice bianco e dall’iniezione facile, incubo di ogni buon bambino. Ma il tempo lo sappiamo è fatto per passare, le nostre abitudini alimentari cambiano con l’età e trovare un momento per concedersi quella famosa mela diventa quasi un’operazione impossibile. Preferiamo qualcosa di più rapido, di più appagante, di più gustoso: un caffè.

Un caffè al giorno toglie il medico di torno: è questa la frase che vorremmo sentirci ripetere all’infinito; tutti i gestori di bar dovrebbero assumere qualcuno da collocare tra la cassa ed il flipper per scandire poeticamente questa breve frase ad ogni avventore. Ma se fosse tutto vero? Se davvero la poco appetibile mela avesse ceduto il posto al tanto amato caffè? L’Italia è tra i venti maggiori consumatori di caffè al mondo, nonché patria indiscussa dell’espresso, prodotto che potremmo quasi definire a marchio D.O.P. !

Ma quali sono i reali effetti del caffè sull’organismo?

Analizzando i risultati di alcuni studi, provenienti direttamente dalla prestigiosa “Harvard school of public health”, siamo costretti a riconsiderare i rischi effettivi legati al consumo abituale di caffè, soprattutto in relazione all’elevatissima quantità di benefici che offre al nostro organismo.

Innanzitutto dobbiamo distinguere tra caffè e caffeina. La caffeina è un alcaloide naturale il quale, assunto in grandi quantità, può portare ad alcune patologie legate alla pressione arteriosa ed all’insonnia, ma che tuttavia è presente solo al 2% nella pianta del caffè! Dati alla mano, non possiamo fare a meno di stupirci nello scoprire che è molto più rischioso bere una bevanda gassata destinata al cosumo di bambini e ragazzi, piuttosto che sorseggiare una innocua tazzina di moka in quanto, l’effetto della caffeina, viene inibito dall’azione congiunta delle altre sostanze presenti nell’infuso di caffè.

 

I principali effetti collaterali di un'eccessiva assunzione di caffeina

Ed allora prendiamo atto che il caffè riduce del 50% il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2, grazie all’azione dell’acido clorogenico che riduce l’assorbimento del glucosio; che il caffè facilita le funzioni del fegato allontanando il rischio di cirrosi epatica; che il caffè aiuta ad eliminare l’accumulo di grassi nelle arterie e che, grazie ai famosi “effetti collaterali” della caffeina, permette ai suoi consumatori più affezionati di considerarsi quasi immuni dal morbo di Parkinson.

Nonostante quanto detto sia scientificamente provato e verificabile, è molto difficile cancellare la classica immagine di bevanda dannosa per l’organismo e, suo malgrado, il caffè subisce lo stesso trattamento riservato ad altri suoi illustri “colleghi”, un esempio tra tutti il vino.

Un discorso a parte merita l’analisi del rapporto caffè-malattie cardiache.

 

Un caffè al giorno può togliere il medico di torno!

Uno studio pubblicato nel mese di Marzo del 2009, all’interno della rivista Circulation, analizzava alcuni dati raccolti su 83.000 donne con un’età superiore ai 24 anni, confermando che le consumatrici abituali di caffè vedevano ridotti i loro fattori di rischio del 19%. Ovviamente simili dati sono riconducibili ad un consumo certamente abituale ma comunque limitato di caffè, ancora ben lontano dal poter essere considerato una panacea contro tutti i mali del mondo.

Nel corso dei secoli il caffè ha rivoluzionato il concetto stesso di bevanda, non più semplice mezzo per la soddisfazione di un bisogno fisiologico, ma momento di comunione e riflessione a cui affidare il poco tempo libero a noi concesso.

Non dobbiamo dunque meravigliarci nel leggere che lo stesso Arcangelo Gabriele sia apparso al profeta Maometto per offrigli una “pozione nera, come la Sacra Pietra della Mecca, creata da Allah che gli permise di riprendersi e tornare in forze” in una parola: un caffè.