Hong Yi, quando la macchia di caffè diventa arte

 

Hong Yi Red Coffee

L’arte nasce dall’ispirazione di chi sa cogliere il sublime nella quotidiana nullità della vita; questo lo sappiamo molto bene e, consapevoli della difficoltà di tale processo, siamo portati ad ammirare gli artisti quali portatori sani di una illuminazione divina.

Per comprendere meglio quanto detto, vogliamo sottoporvi alla vostra attenzione un piccolo esempio molto illuminante: quante volte è capitato di infuriarci per una macchia di caffè lasciata dalla tazzina sulla nostra tovaglia preferita? Non c’è davvero bisogno di rispondere, la verità la sappiamo tutti molto bene. Da questa “disdetta” compagna di ogni nostro giorno, c’è chi ha saputo cogliere una possibile ispirazione artistica.

Il ritratto del campione NBA Yao Ming

Hong Yi è un’artista malese di 26 anni che ha saputo meglio di altri cogliere le forme che si celano all’interno della nostra quotidianeità. Artista sperimentale del colore, la Yi è diventata celebre al grande pubblico grazie al ritratto del campione NBA Yao Ming, realizzato mediante l’uso di un pallone da basket intriso di vernice rossa; ad ogni rimbalzo si realizzava un piccola parte di quello che sarebbe diventato un ritratto. I risultati ottenuti e la straordinaria precisione dell’opera, hanno condotto l’artista a cimentarsi nell’utilizzo di diversi materiali, per ultimo il caffè.


L’ispirazione nasce dall’ascolto di una canzone del musicisista taiwanese Jay Chou, “Secret”, con particolare riferimento alle linee di apertura melodica ed alla nostalgia che trapela da ogni nota del pezzo; una storia d’amore impossibile, un tormento senza tempo comune a molte anime.

Linee imperfette ottenute dall’applicazione del caffè sulla tela attraverso la base della tazzina, è questa l’ultima frontiera dell’arte di Hong Yi; il color seppia tipico della bevanda si presta meravigliosamente all’opera e ricorda i contorni di una fotografia ingiallita dal tempo, i dettagli imperfetti che formano il ritratto del soggetto come “foglie d’autunno che cadono”.


Ovviamente la scelta del materiale non è stata un’operazione semplicissima e Hong Yi ha saputo percepire le differenze che caratterizzano i vari tipi di caffè; un caffè troppo forte, ad esempio, per quanto gustoso e piacevole, si presta poco ad una applicazione artistica in quanto difficile da manipolare e troppo buio, viceversa un caffè troppo “debole” non creerebbe affatto gli anelli tipici dell’opera. La grandezza dell’arte di Yi sta nell’utilizzare elementi collegati tra loro, il caffè e la tazzina, come materiali principali dell’opera, permettendo quindi allo spettatore di riconoscersi e di riconoscere il soggetto e la tecnica come elementi del proprio quotidiano.


Esiste una linea di demarcazione molto sottile tra l’arte e lo scarabocchio, Hong Yi ha saputo elevarsi oltre la semplice differenza delle parti per immergersi completamente nella dimensione della “macchia” facendo di essa un’opera d’arte.

 

 

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