Caffè a modo mio

Dalle origini alla sua diffusione in Italia e all’estero, dai metodi di lavorazione e raccolta, passando per le gustose curiosità e news dal mondo ( dal design alle ultime tendenze). Ampio spazio alla scienza del caffè ed ai consigli utili per preparare un buon caffè. Un modo alternativo al consumo domestico è rappresentato anche dalle cialde, capsule e macchinette del caffè che sempre più successo stanno riscuotendo tra il pubblico. Immancabile il ricettario per scoprire e gustare l’utilizzo del caffè in ambito gastronomico e culinario. E’ un blog in cui possiamo e potete parlare di caffè … A MODO NOSTRO !

Caffè shakerato, ecco come prepararlo

 

Il caffè shekerato

Il caffè è uno dei piaceri della vita che può essere gustato in più occasioni e in più contesti. Dai dolci ai primi piatti al caffè sino alle tipologie di caffè più particolari e originali.

Oggi vogliamo parlare di un tipo di caffè che si addice molto alla stagione che ormai è alle porte: il caffè shakerato. Il caffè shakerato, infatti, è una delle preparazioni che più si addice alla stagione estiva, ottimo soprattutto dopo cena. In realtà, però, può essere gustato in qualsiasi momento, è certamente un piacere che ci fa apprezzare il gusto del caffè con una piccola fresca variante.

Il modo di prepararlo è veramente molto semplice e il risultato è garantito. Le “filosofie” di preparazione si dividono in due grandi categorie, c’è chi pensa che vada usato caffè fatto in precedenza ed altri, al contrario, che preferiscono l’espresso appena preparato. In realtà, per conservare al meglio l’aroma, è consigliabile utilizzare caffè fresco di preparazione, solo in questo modo il suo sapore sarà molto forte e pieno e con un gusto pieno.

 

Il caffè tipicamente estivo

Lo strumento da utilizzare è uno shaker metallico con all’interno dei cubetti di ghiaccio, preferibilmente circa venti per quattro persone. Il motivo per cui lo shaker da utilizzare è metallico è un fattore funzionale, perché solo in questo modo il caffè si raffredda immediatamente e quindi forma la cremetta. Si tratta di un piccolo accorgimento che fa la differenza nella preparazione della bevanda.

Il caffè preparato va versato immediatamente subito dopo averlo preparato, quindi ancora caldo, nel ghiaccio. In questo modo diverrà immediatamente freddo e non perderà l’aroma naturale dell’espresso durante la fase di raffreddamento. Nel caso in cui si voglia addolcire un po’ il caffè shakerato, può essere usato il glucosio, in quanto lo zucchero non si scioglierebbe in queste condizioni.

Subito dopo avere versato il caffè nello shaker con ghiaccio, si può iniziare la fase di shakeraggio vero e proprio, con movimenti verticali e molto decisi per circa mezzo minuto. Dopo avere fatto questo si può riaprire lo shaker ed aggiungere una tazzina del liquore Baileys, per poi riprendere a shakerare, in questo caso il momento in cui si dovrà terminare è quando il ghiaccio si sarà completamente sciolto.

 

La crema del caffè shekerato

Quello che si presenterà alla riapertura dello shaker è un caffè veramente cremoso e “morbido”, oltre che buono, con una cremetta deliziosa nella parte superiore.

In sostanza non ci resta che iniziare a preparare un bel caffè shakerato e gustarci il caldo estivo con un buon caffè fresco e di qualità

 

 

Le varietà del caffè nel mondo

 

Le varietà del caffè

Quando si parla di caffè, si deve tenere conto che le tipologie sono molteplici e che i gusti cambiano radicalmente in base ad esse. Non tutto il “caffè” è uguale, ma questo è un dato risaputo. Quello che bisogna capire, invece, è da dove derivano queste differenze e magari riconoscerla. Per fare questa operazione bisogna conoscere, seppur sommariamente, le tipologie di piante che producono il caffè.

La classificazione che è stata creata dal botanico svedese Carlo Linneo, colloca il caffè all’interno della famiglia delle rubiacee, che raggruppa oltre quattromila varietà di piante, di cui sessanta appartenenti al genere coffea. Volendo restringere ulteriormente il campo, di queste sessanta, solamente venticinque sono quelle commercialmente più conosciute, ma solamente quattro di esse sono quelle assolutamente presenti nei nostri bar e nelle nostre case. Queste quattro tipologie sono: il Coffea Arabica, la Coffea Robusta, la Coffea Liberica e la Coffea Excelsa.

Dei primi quattro abbiamo già avuto modo di occuparcene precedentemente, vorremmo vedere, invece, quali sono le tipologie di caffè più particolari e meno presenti.

Una piantagione di Coffea Mauritiana

 

Partiamo con il Coffea Dewevrei, è una tipologia orinaria dalle foreste del Congo Belga. Il Coffea Mauritiana, interessante perché da essa si può preparare un caffè particolarmente amaro e inebriante.

Il Coffea Stenophylla originario dalle piantagioni della Sierra Leone, Guinea e della Costa d’Avorio, la sua caratteristica è la resistenza alla scarsità di acqua. Ha un profumo molto particolare, simile al the. Il gusto del caffè che nasce da questa pianta non trova d’accordo i suoi assaggiatori, i quali si dividono in critici ed estimatori;

 

Coffea Racemosa

Il Coffea Racemosa è una pianta con delle foglie caduche durante la stagione calda, per riprende la sua attività di fogliazione durante le piogge. Il caffè che nasce da esso è povero di caffeina, ma con  un profumo molto intenso e inconfondibile.

Il Coffea Dybowskii appartiene al gruppo dell’Eucoffea, originaria dell’Africa intertropicale. E’ un caffè molto originale e per palati molto raffinati dal punto di vista della percezione dei dettagli. Il Coffea Abeokuto e viene coltivato nella Costa d’Avorio, i grani che produce questa pianta ricordano molto la Coffea Arabica.

 

Coffea Congencis

Il Coffea Congensis è originario dalle rive del Congo, si tratta di una pianta che produce un caffè di ottima qualità, anche se purtroppo è una pianta poco produttiva; anche il Coffea Neo-Arnoldiana è originario del Congo, ha un rendimento elevato.

Esistono molte altre tipologie di Coffea, ma non hanno la convenienza commerciale nella produzione, per tale ragione non

 

I ricercatori dell’Istituto Negri promuovono il caffè per la salute

 

Caffè e salute

In qualche occasione ci siamo occupati delle qualità salutari del caffè, soprattutto alla luce delle recenti pubblicazioni relative al benessere generalizzato sulle nostre vite, effetti garantiti soprattutto se consumato nelle giuste quantità.

Oggi vorremmo riprendere questo tassello e riallacciarci alle conclusioni che sono state raggiunte da alcuni ricercatori italiani dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, i quali hanno pensato di diffondere una pubblicazione in merito. La guida, che è curata dalla dottoressa dell’Istituto milanese, ha il preciso scopo di diffondere una cultura del benessere.

Gli effetti positivi per la nostra salute apportati dal caffè, da valutare in maniera differenziata a seconda delle tipologie e delle quantità differenti consumate, sul nostro corpo e la nostra mente, sono davvero diffusi e assolutamente efficaci, tangibili soprattutto alla luce di tali recenti ricerche in merito. Dal sistema nervoso centrale, all’apparato cardiovascolare, sino a raggiungere quello gastrointestinale. “In una persona sana, un consumo di 3-4 tazzine di caffè al giorno sembra essere compatibile con un buono stato di salute”, è questa l’affermazione che possiamo leggere all’interno della guida e che ci fa capire come il caffè sia importante per noi, non soltanto da un punto di vista di stretto gusto, ma anche salutare.

 

Gli effetti benefici del caffè sulla salute

La guida si apre con una breve ed efficace introduzione curata sempre dall’Istituto, la quale descrive efficacemente le principali tipologie di caffè e la loro composizione alimentare.  Moka, caffè espresso e solubile, sono questi i tipi di caffè presi in considerazione, successivamente si arriva alla descrizione, molto più dettagliata vista la natura della guida, delle proprietà farmacologiche della caffeina e del caffè, cercando di trasmettere queste conoscenze anche ai profani, grazie all’utilizzo di uno schema esemplificativo di grande impatto “didattico” e divulgativo.

La guida dà la possibilità di porre in essere un’analisi del rapporto tra caffè e rischio malattie. La conclusione a cui si arriva al termine del lavoro dei ricercatori è abbastanza interessante: il caffè non è un elemento da evitare, anzi è consigliato nella maniera più assoluta nell’alimentazione di tutti noi, naturalmente bevuto con una certa moderazione.

A questo punto non ci resta che augurarvi una buona salute e un buon caffè

 

 

 

 

Cambiamento climatico e rischio estinzione del caffè

 

Cambiamenti climatici. Una minaccia concreta per il caffè

L’attenzione per l’ambiente, il clima e tutto quello che riguarda la protezione del nostro pianeta, è un fatto di notevole importanza e che ha delle ripercussioni molto invasive sulle nostre vite.

Secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, il cambiamento climatico in atto e che ci vede protagonisti a causa delle condotte che abbiamo, soprattutto legate ad una crescita economica che vede lo sfruttamento dell’ambiente non sostenibile, pone dei problemi di notevole importanza.

 

Caffè e cacao a rischio estinzione

Detto questo c’è un pericolo che corriamo se continuiamo su questa strada e che mette in pericolo il caffè ed il cacao. Fra le piante a rischio, infatti, ci sono proprio queste e l’equilibrio delle biodiversità è messo in serio pericolo, secondo tale ricerca.

Questa perdita di biodiversità su vasta scala impoverirebbe in modo consistente la biosfera e i servizi che oggi garantisce all’ecosistema – ha detto Rachel Warren, principale studioso del fenomeno, sul Times – gli animali in particolare potrebbero scomparire in numero maggiore se le nostre previsioni verranno combinate con la perdita di cibo dalle piante. Ci sarà anche un effetto a catena per gli esseri umani perché queste specie sono importanti per cose come purificazione di aria e acqua, argine per le alluvioni, ricambio di sostanze nutrienti ed ecoturismo“.

A rischio le piantagioni di caffè

Tutto questo vuol dire che continuando su un percorso di crescita non sostenibile, praticato soprattutto dalle potenze emergenti le quali non hanno sfruttato le loro potenzialità in passato, rischiamo fra una settantina di anni di avere difficoltà nel reperimento del caffè. Un fatto estremamente grave sia dal punto di vista quantitativo, venendo a mancare una sufficiente presenza delle piante, sia economico, perché quel poco che sarà presente avrà un prezzo notevolmente alto per via della scarsità della presenza nel mercato.

 

Il rispetto per l'ambiente alla base di un nuovo processo evolutivo

Questo vuol dire che la protezione dell’ambiente e di tutto quello che ci sta attorno è un fatto che ci vede coinvolti tutti, sia per situazioni che hanno un certo valore in termini di incidenza, sia per quanto riguarda anche i piccoli piaceri della vita. In realtà quello che può sembrarci poco influente nei cambiamenti, ha un notevole impatto in termini di biodiversità e di equilibrio della natura.

Per cui, ognuno nel nostro piccolo, dobbiamo impegnarci nella difesa della natura e dei suoi cicli vitali, per il resta nessuno di noi può immaginare un futuro in cui non è possibile bere una tazzina di caffè

 

 

 

Caffeomanzia, il modo per scorgere il futuro dopo un buon caffè

 

I fondi del caffè per predire il futuro

Gli usi dei fondi del caffè sono i più disparati, si va dalla concretezza all’astrattezza per arrivare alla funzionalità attraversando il gioco e la curiosità.

Proprio di curiosità, o di gioco se preferite, si tratta quando parliamo di ceffeomanzia, o caffeamanzia. Vi state chiedendo cosa è la caffeomanzia e in cosa consiste o qual è il legame con il caffè? Si tratta di una tecnica che ha lo scopo di ritrovare dei segni e, attraverso essi, scoprire, grazie ad una “rigorosa” lettura del fondo del caffè, quale sarà il futuro. Un gioco simpatico che accompagna il piacere di un buon caffè bevuto insieme agli amici per poi giocarci un po’ e magari scoprire piacevoli sorprese.

 

Una pratica molto antica quella della caffeomanzia

I fondi caffè, in realtà come detto prima, rappresentano un’importante fonte di utilizzo per le più disparate attività. Primo fra tutti costituiscono un ottimo fertilizzante, tema che abbiamo visto qualche tempo fa e che è oggetto di grande attenzione da parte di chi opera nel settore dei fertilizzanti naturali.Proprio in questo periodo ha prese piede anche nel nostro Paese l’attività di riuso dei fondi caffè, con dei progetti che hanno come obiettivo proprio il loro (re)impiego. In Basilicata esiste un progetto in questo senso si estrinseca attraverso l’uso delle capsulo sia dei bar sia di uso privato.

 

L'interpretazione dei simboli

Ma andiamo oltre l’uso dei fondi caffè per fatti “concreti” e cerchiamo di capire meglio cosa è la caffeomanzia, il metodo meglio conosciuto per prevedere il futuro.

Grazie ai residui che vanno sotto e alla base della tazzina, infatti, è possibile “divinare” qual è una certa situazione attuale, in questo senso e per avere un effetto sicuro è necessario non muovere il piattino, altrimenti rischieremmo di influenzare il suo movimento e deposito naturale, andando a formare delle immagini che non corrisponderebbero alla “realtà”. Le immagini che si presentano sono fondamentali per far sì che il gioco riesca. Occorre una certa concentrazione e far girare la tazzina fra le mani per poi fermarsi e aspettare la sua formazione.

 

Ad ognuno il suo futuro

Le immagini che si creano possono essere, naturalmente, positive (sarebbero quelle di colore chiaro) e negative (di colore scure o comunque dense). L’immagine che si crea non deve essere frutto di un’interpretazione forzata, ma frutto della naturalità e senza necessariamente vedere quel che si vuole vedere.

Insomma che dire? Buon caffè e buona preparazione per il futuro, magari conoscendone già alcuni spiragli grazie ai fondi del caffè

 

Caffè e cappuccino, ecco le tazzine ideali

 

Design per il caffè

Quando parliamo di caffè, non possiamo fare a meno di parlare anche della tazzina che lo contiene. Non è un fatto di mera forma, in quanto il caffè è maggiormente apprezzato se preso con una tazzina che ha determinate caratteristiche.

Le tazzine cambiano a seconda dell’uso che si vuole farne, non tutte le tazzine sono “ottimali” per qualsiasi cosa e nel gustarsi un caffè. Ci sono tazzine per il cappuccino e tazzine per il caffè espresso. Ma andiamo nel dettaglio per potere capire meglio di cosa stiamo parlando.

 

La tradizione della porcellana

Avete mai sentito parlare di campionato del mondo di latte art? Ne abbiamo parlato qualche settimana fa e riguarda la preparazione del latte e del caffè creando le immagini più curiose di personaggi  famosi. Bene proprio tutto questo non è sganciato dal contesto creato dalla tazzina, la quale dà quell’effetto ulteriore di gusto e immagine: una piccola opera d’arte da bere tranquillamente e delicatamente.

 

La collezione "Un anno in campagna"

L’azienda italiana che si occupa della creazione e produzione delle tazzine che poi parteciperanno a questo campionato mondiale, è d’Ancap. Le tipologie di tazze che partecipano al “Latte Art” sono sostanzialmente di due tipologie:  quella da caffè espresso “Verona” e quella per il latte “Favorita”.

L’azienda è nata nel 1964 ed è stata fondata da Giuseppe Boschini,  appassionato e conoscitore del mercato della porcellana e della decorazione. Il suo obiettivo fu quello di creare dei prodotti totalmente made in Italy e che la qualità fosse il loro punto di riconoscimento nel mercato.
D’Ancap, in pochi anni, ha fortificato la sua posizione e ha coniugato in modo eccellente l’arte e la tecnologia, tenendo presente la necessità di curare l’assortimento.

La forma della tazzina “Verona”, con le sue dimensioni ridotte rispetto alle comuni tazzine con i suoi 75 ml contro i 100 ml, è classica e ottimale per il caffè italiano.

 

La collezione Mimì

La tazzina “Favorita”, invece, si presta di più per il cappuccino. La sua forma è conica e con uno sguardo al modernismo, allontanandosi dalla visione tradizionale della tazzina. Si tratta di una forma che ha come scopo specifico, quello di dare il maggior risalto possibile al “disegno” che nasce sul cappuccino, grazie alla sua maggiore grandezza. La tazza “Favorita” è da 270 ml, parliamo quindi del quasi il doppio di una comune tazza per il cappuccino. Qui chiaramente è stato fatto il tutto soprattutto in funzione dell’opera artistica che da essa nascerà.

 

La collezione di tazzine "Caffeomanzia"

Chiaramente, pur trattandosi di tazzine nate e predisposte per una gara internazionale, rendono l’idea di come sia importante il materiale (porcellana) e la forma (anche cambiando le dimensioni), per potere gustare un caffè o un cappuccino che è buono già di suo, ma che grazie ad accorgimenti a “costo zero”, lo rendono sublime

 

 

 

La granita al caffè, ecco come combattere il caldo

 

Dissetante e buona

Il caldo estivo ci ha sostanzialmente raggiunti, tanto da sentire la necessità di qualcosa di fresco e che, allo stesso tempo, ci fornisca l’energia necessaria per affrontare le nostre attività quotidiane. Diverse possono essere le soluzioni, ma solo alcune di esse sono realmente efficaci.

Certamente il caffè ha la caratteristica dell’elemento che fornisce la carica necessaria, ma la freschezza per combattere le temperature calde? Sì, è possibile avere anche quella con la preparazione di un’ottima granita al caffè: il connubio perfetto fra la freschezza e il gusto di un buon caffè appena preparato e con l’aroma integro.

 

La variante siciliana della granita al caffè

Nell’antichità, la nobiltà siciliana, preparava le proprie granite utilizzando la neve dell’Etna, la quale veniva conservata appositamente, all’interno di stanze tenute fresche grazie all’impiego di anfratti assolutamente naturali, per la preparazione successiva di questo alimento tipicamente estivo.

La granita, che è possibile prepararla e gustarla in diverse tipologie disponibili, è un alimento freschissimo di origine siciliana e che si adatta assolutamente bene ai momenti di innalzamento della temperatura, la cui composizione è molto semplice, quanto buona:  acqua, zucchero e, naturalmente, caffè, il tutto portato a temperature molto basse, ma evitando che diventi semplicemente ghiaccio, in quanto deve rimanere con le granulose per potere essere mangiato con tranquillità.

 

La granita come viene servita a Messina

Nel tempo sono stati preparati nuovi tipi di granita, la cui novità era, ed è tutt’oggi, suddivisa per zone territoriali nell’ambito della Sicilia, incontrando e soddisfacendo i vari gusti.  Molte sono, ad esempio, le varianti della classica granita al limone, o di quella alla mandorla, tradizionale della zona di Avola, nel siracusano, oppure di quella al pistacchio, tipica della zona di Bronte, città conosciuta per i suoi pistacchi.

La variante della granita al caffè, invece, trae le sue origine, in particolare, dalla tradizione messinese. In questa città siciliana viene servita in bicchieri trasparenti e riempiti a metà, per poi essere ricoperti di panna montata, a proprio piacimento. Ovviamente la granita, sia al caffè sia di altri gusti, può essere accompagnata da una morbida e tradizionale brioches

 

 

 

La mousse al caffè dopo pranzo o cena, ecco come prepararla

 

Aroma da gustare

Al caffè non si può rinunciare, soprattutto alla fine dei pasti, ma non necessariamente bisogna prenderlo in una tazzina e berlo. E’ possibile, infatti, mangiare e potere assaporare  una buonissima mousse al caffè subito dopo pranzo o cena. La mouse con la sua dolcezza e il suo presentarsi soffice e gustosa, una delle sue caratteristiche principali, la rendono assolutamente compatibile con la leggerezza e l’equilibrio alimentare.

Allora, visto che abbiamo elencato alcuni dei vantaggi della mousse al caffè, vediamo qual è la modalità di preparazione di questo alimento. La preparazione che proponiamo è utile per due persone:

-          due tazzine di caffè

-          tre cucchiaini di zucchero

-          due uova

-          150 ml di panna liquida

-          chicchi di caffè interi

 

Montare la panna

Per quanto riguarda la preparazione, invece, bisogna procurarsi un contenitore di una capienza media e iniziare a montare la panna, bisogna “lavorarla” fino a quando non diventerà gonfia e cremosa al punto giusto e sufficiente per la preparazione della mousse al caffè. Successivamente occorre fare riposare la panna montata all’interno del frigorifero.

Mentre la panna sta nel frigo, subito dopo che è stata montata, si iniziano a preparare le due tazzine di caffè, per poi, una volta pronto, essere versato in un padellino in cui abbiamo messo precedentemente dello zucchero. Subito dopo possono essere inseriti  a proprio piacimento dei chicchi di caffè. Da questo momento in poi deve essere portato in ebollizione e lasciarlo in questo stato per almeno cinque minuti.

 

Aggiunta del caffè

Da questo momento in poi va preparato un ulteriore recipiente per montare al massimo i tuorli di uovo. A questo punto deve essere aggiunto il caffè precedentemente preparato e già a nostra disposizione, la potenza della frusta elettrica deve essere massima, fino a quando il tutto non diviene gonfio.

Adesso bisogna eseguire la parte finale della nostra mousse, togliamo la panna montata dal frigo, precedentemente preparata, e va integrata con il caffè e le uova. Ora tutto è pronto per essere inserito all’interno di una coppettina, possibilmente in vetro, per riposare ulteriormente per un paio di ore e, subito dopo, sarà pronta per essere servita a tavola dopo cena o pranzo.

 

Buona mousse al caffè

Non ci resta che augurarvi un buon dopo pranzo e cena, magari anche con un buon caffè dopo la mousse

 

 

 

Primavera e sonno, con il caffè si trova il giusto slancio

Aprile dolce dormire...

 

Ormai siamo in primavera inoltrata la cui caratteristica è, oltre a preannunciare la bella stagione estiva e portarci quella luce solare determinante anche per il nostro buon umore, la sonnolenza che ci provoca e la voglia riposo, soprattutto nelle prime ore del pomeriggio. Naturalmente tutto questo non è sempre possibile, soprattutto se ci sono impegni e lavoro da portare avanti che non ci consentono deroghe di sorta. Allora come fare? Rinunciare alle proprie attività e lasciarsi travolgere da questa sensazione? Certamente no! Un rimedio potrebbe essere fornito dal caffè, anche attraverso la programmazione delle pause caffè spalmate nelle ore di attività.

 

Ricaricatevi con il caffè

Naturalmente si tratta di effetti altamente soggettivi e non uguali per tutti. La caffeina, infatti, qualora venisse eliminata dal caffè, non sarebbe per tutti uguale l’impatto. Chi sostiene ad esempio di non riuscire a dormire se prende il caffè dopo una certa ora del giorno, avvertirebbe maggiormente l’impatto della sua mancanza, mentre ci sono persone che non avvertono questa sensazione e riescono a riposare pur avendo preso il caffè, anche qualche minuto prima. E’ una questione soggettiva che apre prospettive e dinamiche diverse a seconda dell’assorbimento della caffeina da parte del nostro corpo.

Il caffè, a meno che non vi siano dei problemi di salute già presenti (ma in questo caso è meglio rivolgersi a un medico), è un toccasana per la nostra qualità della vita e per portare avanti le nostre attività giornaliere. A parlare degli effetti benefici del caffè è proprio l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, il quale veste di scientificità ciò che di fatto già conoscevamo.

Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha detto che “Non bisogna fare confusione tra effetti della caffeina e del caffè (…). La caffeina della tazzina di caffè è ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’aumento della motilità intestinale. Inoltre la caffeina – ha continuato - a dosi appropriate potenzia gli effetti antidolorifici dell’aspirina, aumentandone la biodisponibilità. Altri componenti del caffè – ha detto Tavani – potrebbero avere effetti favorevoli  prevenendo l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del tumore del cavo orale/faringe, del tumore del fegato, della cirrosi epatica, del tumore dell’endometrio e forse del tumore del colon-retto. Dati molto recenti – ha concluso il capo del Laboratorio di Epidemiologia – mostrano che il caffè sembra essere associato a una diminuzione di mortalità totale, anche se i risultati vanno confermati. In sostanza, consumando 3-4 tazzine di caffè, l’individuo sano può godere del piacere di bere un buon caffè senza temere per la propria salute”.

 

A lavoro programmate della pause caffè

Tutto questo dimostra, qualora fosse necessario, che il caffè oltre a essere un piacere, è anche un alimento indispensabile per la salute e per una qualità della vita superiore.

Allora non ci resta che augurarvi una gradevole pausa caffè

 

 

Caffè con ghiaccio nella tradizione salentina

 

Il caffè in ghiaccio salentino

Con l’arrivo della stagione calda non si rinuncia al caffè, si può cambiare modalità nella preparazione e nel servirlo, ma sicuramente anche nella primavera e in estate si può bere del buon caffè. La penisola Salentina offre molte bontà culinarie, riservandoci sempre delle sorprese gradite per il nostro palato.

Oggi vogliamo parlare della variante del caffè nella tradizione del Salento: il caffè con ghiaccio al latte di mandorla. Nato negli anni ’50 da un’idea di un proprietario di un bar della zona leccese, oggi è diventato uno dei punti fermi quando si visita la zona del Salento. La sua nascita, ovviamente, non è del tutto casuale, quando fa molto caldo, infatti, non tutte le persone sono in grado di apprezzare un caffè espresso appena preparato e allo stesso tempo magari non si vuole rinunciare alla freschezza dell’aroma di un caffè appena preparato. Il caffè messo semplicemente all’interno di un frigo per poi servirlo freddo, perderebbe il suo gusto originario e tenderebbe ad inacidire, allora ecco la soluzione che ci viene fornita dal Salento.

 

Tradizione salentina

Qual è la sua preparazione? Come si serve  e qual è la tradizione che sta dietro a questa specialità nota nel “Tacco d’Italia”? La sua preparazione iniziale non è diversa da quella di un ordinario caffè espresso con zuccherazione secondo il proprio gusto personale, proprio come normalmente ogni giorno al bar o a casa facciamo.  Il caffè caldo va versato in un bicchiere di vetro con all’interno dei cubetti di ghiaccio appena presi dal frigo, in questo modo si evita di annacquare il nostro espresso, precedentemente inseriti. Una volta versato il caffè, questo si raffredderà in pochissimo tempo, quasi immediatamente. Subito dopo il caffè va shakerato.

In questo modo si conserverà l’aroma del caffè appena fatto, ma conferendo la freschezza del ghiaccio e il piacere di bere il caffè freddo. Un’aggiunta potrebbe essere il getto di vapore subito dopo, in questo modo si ottiene il cosiddetto caffè soffiato in ghiaccio.

 

Il caffè salentino perfetto per la stagione estiva

Per aderire totalmente alla tradizione salentina, va fatta un’aggiunta di latte di mandorla, ma in questo caso non è consigliato l’uso dello zucchero nel caffè, in quanto altrimenti verrebbe troppo dolce e toglierebbe la sensazione di bere un caffè. Il latte di mandorla da inserire è di circa 2 o 3 cucchiaini, o comunque a proprio piacimento, da mescolare con il caffè amaro e i cubetti di ghiaccio. Anche in questo caso il caffè può essere soffiato con il vapore.

E’ consigliato alla fine del pranzo, nei caldi pomeriggi estivi o in spiaggia. Ricordiamoci di chiedere un caffè con ghiaccio se ci dovessimo trovare nel Salento questa estate, oppure iniziate a prepararlo per voi e per i vostri amici